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Ecco la descrizione del nostro viaggio in Scozia. Potete consultare le nostre foto e leggere il resoconto delle varie tappe.
Le Tappe del nostro Tour:
- Glasgow ed Edimburgo
- Da Kinross ad Aberdeen
- Da Aberdeen a Inverness
- Da Inverness a Fort William
- Da Fort William a Oban
- Da Oban al Loch Lomond
- Dal Loch Lomond a Stirling
Glasgow ed Edimburgo
Terminata la nostra visita a Londra partiamo alla volta della Scozia, destinazione Glasgow (Volo BA da Gatwick a Glasgow).
L'arrivo nella città Scozzese è peculiare: ci colpisce in particolar modo il suono delle cornamuse che arriva dall'esterno dell'aereoporto e l'accento locale che rende, perlomeno all'inizio, praticamente inintellegibile il loro inglese. Recuperati i bagagli e affittata l'auto (una Ford Fiesta nera che ci accompagnerà nella nostra avventura senza crearci particolari problemi o soddisfazioni: insomma una macchina infamia e senza lode) iniziamo i nostri primi passi alla guida.
Per quanto gli inglesi asseriscano di guidare 'on the correct side of the street' i primi metri sono poco divertenti: è tutto al contrario e alla prima rotonda ce la caviamo seguendo l'esempio di un'auto che ci precede. comunque dopo i primi momenti ci abituiamo e individuiamo l'hotel dove passeremo la notte (Tulip Inn, a 5 minuti a piedi dal centro). Nel complesso comunque guidare a sinistra non è così complicato come comunemente si crede, i primi kilometri sembra tutto strano, ma ci si abitua abbastanza in fretta. Il consiglio è sempre quello di seguire l'auto che precede e usare un poco di attenzione agli incroci. Ricordate inoltre che gli scozzesi sono in genere molto educati alla guida (mai sentito un clacson strombazzare!!) e dimostrano una gran pazienza con la torma di turisti stranieri che spesso svoltano in contromano!!.
Il cambio di temperatura da Londra è netto: si passa dai 25/30 gradi di Londra a 15 ventosissimi gradi e siamo costretti nostro malgrado a mutare il nostro abbigliamento 'agostano' in uno 'novembrino'; anche i locali che incontriamo, certamente usi a questo clima, sono vestiti in maniera assai poco estiva.
Purtroppo (anche a causa del mix pioggia-freddo) la cittadina di Glasgow non ci trasmette sensazioni da ricordare: la troviamo relativamente brutta e senza particolari attrazioni (ad eccezione di una gara di cornamuse in George Square). Da segnalare solamente la Cattedrale e la vivacità di Buchanan Street.
La mattina seguente la BBC ci sveglia con le poco rassicuranti notizie sui presunti piani terroristici nei voli UK-USA ed il conseguente blocco di tutti gli aeroporti in UK. Contenti di aver evitato il caos di Gatwick partiamo alla volta di Edimburgo. Anche oggi fa ancora relativamente freddo, tira vento e il sole è latitante, ma ci stiamo già abituando e l'atmosfera festosa che si respira ad Edimburgo mette tutti questi inconvenienti in secondo piano. Con il suo castello medievale che spicca al centro della città dominandola dall'alto, la capitale scozzese è davvero splendida: edificata sul tappo di un antico vulcano ormai spento, la Royal Mile (la via centrale che parte dal castello lunga quasi un miglio ed è formata da quattro strade diverse che contengono alcune tra le più importanti attrazioni della città) domina su tutto Edimburgo. Il Festival in pieno svolgimento attira giovani da varie parti del mondo e rende l'atmosfera particolarmente gioiosa e quasi frenetica. Lungo tutta la Royal Mile si incontrano spettacoli per strada di vario tipo che, da soli, rendono piacevole la visita. A questo si aggiunge
l'architettura della cittadina che sembra emergere da un film in costume o da un romanzo di Walter Scott. Visitiamo ovviamente il Castello, davvero notevole con la vista panoramica che offre anche se il tempo brutto ancora una volta danneggia la vista sulla città. Al castello abbiamo acquistato l'Explorer Pass che garantisce l'accesso a vari siti storici in tutta la Scozia (noi abbiamo scelto l'opzione a 7 giorni) e che vi consigliamo per ridurre un poco i costi delle visite. Assaggiamo tra l'altro uno dei piatti tipici scozzesi (pare ormai lo si riservi solo più ai turisti!): l'Haggis, una sorta di sanguinaccio fatto di polmoni, fegato e cuore di pecora mescolato con grasso di rognone, cipolle, sale pepe e avena e bollito nello stomaco di una pecora e accompagnata da un puré di rape e patate. Molto buono e speziato anche se si riproporrà fino a cena.....cornamusa e clown vari.
Completiamo la nostra visita percorrendo la Royal Mile in tutta la sua lunghezza e ci immergiamo nell'atmosfera festosa del festival e nel folklore locale, fatta di improbabili giovani Wallace dalla faccia dipinta, ragazze che mimano combattimenti di strada, suonatori di cornamusa e clown vari.
La sera lasciamo a malincuore la città e ci dirigiamo a Nord verso Kinross dove abbiamo prenotato una notte al Burnbank Bed and Breakfast che si rivela ottimo e accogliente. Ormai siamo guidatori (quasi) provetti e percorrendo le poche miglia che ci separano da Kinross gustiamo i primi assaggi della campagna scozzese.
Da Kinross ad Aberdeen
Il giorno dopo, terminata la colazione (che si rivelerà la migliore di tutto il viaggio, come qualità e abbondanza), ricominciamo il nostro viaggio. Oggi, finalmente, il sole splende alto nel cielo! e ci permette di apprezzare appieno i colori della Scozia. Abbandonata Kinross, attraversiamo il regno del Fife e ammiriamo ancora la campagna scozzese visitanto il Balvaird Castle un piccolo maniero diroccato e molto
suggestivo, popolato solo da una mandria di vacche al pascolo e annegato nel verde dei prati e nel giallo dei campi di grano. A rendere ancora più suggestiva l'atmosfera contribuisce l'assoluto silenzio delle campagne rotto solo dal fruscio dei campi di grano e dai muggiti delle mucche. Molto bucolico!
Sostiamo anche a Perth, una cittadina carina anche se prima di un qualche segno distintivo, prima di volgere il muso della nostra macchinina verso Nord.
Cammin facendo visitiamo il giardino dell'Hermitage a Dunkeld (piccolo villaggio caratteristico sul fiume Tay, con la sua Cattedrale del nono secolo), dove percorriamo il fitto bosco di querce e conifere e ammiriamo la pianta più alta di tutto il Regno Unito. A pochi passi dalla strada la foresta diventa fittissima come si vede in certi film di cappa e spada, ci aspettiamo quasi di veder saltar fuori un Robin Hood o un frate Tuck da un momento all'altro! anche se alla fine scorgiamo solo un capriolo che subito fugge nel fitto degli alberi, spaventato dal nostro maldestro tentativo di fotografarlo.
Continuaiamo poi la nostra zingarata verso Blair Atholl dove visitiamo il Blair Castle che giudichiamo non meritevole di una visita anche e soprattutto per l'enorme numero di selvaggina imbalsamata esposta (cervi, volpi, orsi, pareti intere letteralmente tappezzate di palchi di corna e a completare l'opera anche orsi bianchi e narvali!!) che i duchi di Atholl avevano l'abitudine di cacciare. Anche se il sito è strombazzato su tutte le guide come importante noi lo ricordiamo solamente per il suo cattivo gusto mentre abbiamo apprezzato di più le 'veraci' rovine del Balvaird Castle visitato in mattinata.
Nei prati antistanti il castello incontriamo per la prima volta tre vitelloni angus (la famosa mucca scozzese, dal folto pelame rossiccio), molto fotogenici e caratteristici!
Ormai si fa tardi e decidiamo di proseguire alla volta di Aberdeen dove abbiamo pianificato di trascorrere la notte. Le luci basse e calde del tardo pomeriggio ci permettono di immortalare parecchi scorci di paesaggi campestri davvero suggestivi.
Giunti ad Aberdeen (ormai abbiamo preso piena confidenza con la guida alla sinistra e ci muoviamo senza problemi) pernottiamo al Roselea Hotel di Aberdeen, un B&B non all'altezza del precedente, ma comunque pulito e accogliente. Ad Aberdeen la sera fa davvero freddo e nelle camere del nostro B&B il riscaldamento acceso è un piacevole fuori stagione (per noi).
L'impatto con la terza città della Scozia è particolare: 'La Città del Granito' è così chiamata perché la quasi totalità delle case è costruita con solido granito a vista che rende la visione d'insieme (complice anche il tempo che è nuovamente peggiorato e l'algido vento del Mare del Nord che soffia teso) particolarmente lugubre: per strada non incontriamo praticamente nessuno mentre dal cielo giungono gli schiamazzi di chiassosissimi (ed enormi!!) gabbianoni.
Per oggi è finita, domani ci attendono le pianure dei Grampiani scozzesi!
Da Aberdeen a Inverness
La mattina seguente il tempo è ancora pessimo: pioggia e vento teso direttamente dal Mare del Nord, ma la città di giorno ha un'atmosfera molto meno tetra: il granito sparso ovunque (praticamente non vi è edificio, sia esso pubblico o privato, che non sia costruito con massicci blocchi di granito a vista) conferisce ad ogni cosa un colore grigio argenteo che rende la visione d'insieme particolare.
Dopo una breve visita della città utile più che altro per apprezzarne lo straordinario impatto cromatico (dove troviamo anche un mercatino internazionale dove sono esposti prodotti tipici tedeschi, spagnoli e italiani!) abbandoniamo Aberdeen e ci dirigiamo a Nord.
Il percorso del giorno prevede di costeggiare tutta la costa dei Grampiani passando per Peterhead - una cittadina di pescatori ad una
trentina di miglia da Aberdeen non certo famosa per la sua bellezza, ma caratterizzato da un ricco mercato del pesce - e Fraserburgh - situata sulla parte più nord-orientale della costa e celebre per il faro di Kinnaird Head che ora ospita lo 'Scotland’s Lighthouse Museum' dove viene ,...... [continua sul mio sito
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